TS Running Festival

 

 

 

Tanti gli eventi collaterali che hanno fatto parte del Trieste Running Festival 2017:

20.REGATA SENZA CONFINI TROFEO EZIO CIRIELLO. Quest’anno ricorreva il ventennale della scomparsa di Ezio Ciriello. A lui è stata intitolata la gara delle jole a 4 e proprio il gruppo sportivo dei Vigili del Fuoco “Ravalico”, di cui Ciriello faceva parte, ha voluto onorarlo prendendovi parte dopo diversi anni di assenza da questa manifestazione. Per la cronaca il quintetto composto dai 4 vogatori Ezio Rojc, Giovanni Millo, Marco Tagliapietra, Paolo Grabar e dal timoniere Corrado Russo ha conquistato il terzo gradino del podio, concludendo appena sotto i trenta minuti, 29’58” per la precisione. Lo start era stato dato dal presidente regionale FIC in persona, Massimiliano D’Ambrosi, alle 9.15 dal Bacino S. Giorgio, ovvero quello situato alla destra del Molo Audace guardando il mare; giro di boa presso il porticciolo di Barcola per 6 km complessivi. 34 le imbarcazioni che hanno popolato lo specchio d’acqua, per un totale di 150 atleti coinvolti di una dozzina di Società canottiere locali. Davanti al Ravalico due gli equipaggi che sono andati a giocarsi la vittoria, al termine di una bella sfida. La Ginnastica Triestina vantava i favori del pronostico infatti si è portata subito in testa, però non ha preso il largo in quanto i più “stagionati” portacolori del Pullino le hanno dato del filo da torcere. Alla fine l’ha spuntata il quintetto della Ginnastica composto da Rosario Panteca, Andrea Milos, Federico Menis, Pierpaolo Calligaris e Sofia Leone (timoniere), che ha completato il percorso in 27’33”. A 24”, in 27’57”, è giunta la compagine formata da Alessandro Stadari, Alessandro ed Andrea Visintin (padre e figlio), Marco Finocchiaro e Luigi Carboni. E’ stata sempre la Ginnastica Triestina ad imporsi anche nella prova femminile, con Alice Sansa, Roberta Roppo, Nadia Giobbi, Raffaella Paravia e Chiara Bratos (timoniere) che hanno inflitto alle inseguitrici un distacco più significativo rispetto ai “colleghi” maschi. 31’29” il loro tempo, contro il 33’44” delle inseguitrici del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro”, Claudia Parma, Christina Franz, Paola Bembich, Susanna Meucci e Francesca Babich 33’44”. Terza piazza in 34’22” per il Saturnia rappresentato da Carla Rosa Poggiolini, Micaela Iasnig, Elena Filippi, Laura Cressi e Della Nefer Torre. Oltre al memorial “Ciriello”, ha completato il menù della 20ª regata “Senza Confini” una competizione open, aperta ai tesserati dai 16 anni in su. Diverse le tipologie di barca coinvolte, a parte la già citata jole a 4: canoè, doppio canoè, GIG a 4, GIG a 8, jole a 2, jole a 8. Proprio su quest’ultimo mezzo sono giunti al traguardo coloro che hanno fatto registrare il miglior crono di giornata – 24’30” –, il team della Nettuno formato da Gruden, Bark, Tamburin, Pipolo, Canciani, Vigoriti, Snidersich, Pavan e Sofianopulo.

TENNIS. I primi ad occupare, pacificamente, la piazza sono stati i soci del Tennis Club Triestino, che in questo sport è la Società più storica della provincia, nata nel 1898. Lo scopo principale della loro presenza era avvicinare i giovani al tennis. Infatti, grazie ad un paio di campi in miniatura disegnati sul pavimento ed una mini-rete a segnarne la metà, anche i ragazzi non soci del sodalizio potevano sperimentare questa disciplina. Siccome il carattere ludico non deve mai mancare, era stato realizzato anche un percorso ad ostacoli per i più piccoli, con coni, cerchi e pedane propriocettive. Ora il Tennis Club è già con la testa agli imminenti centri estivi, che l’anno scorso presso la loro sede di Padriciano avevano coinvolto quasi 700 bambini.

SCHERMA STORICA. Il Presidente dell’ASD Trieste Scherma Storica, Moreno Gherlizza, ha sottolineato che non bisogna confondere questa disciplina con le rievocazioni, che sono in un certo senso teatro e ricostruzioni di fatti realmente accaduti. 4 le tecniche adottate, a ciascuna delle quali corrispondo delle armi di base ben precise: medievale (spadone a due mani), rinascimentale (spada e brocchiere, ovvero un piccolo scudo circolare), barocca (striscia romana napolitana siciliana che è di tradizione meridionale), risorgimentale (sciabola militare italiana). Il metodo medievale non è definito storico, ma è solo propedeutico per i principianti, che poi si orienteranno su una delle altre tre tecniche, che invece hanno basi ufficiali e documentate da atti scritti delle relative epoche di riferimento.

SOCCORSO SUGLI SCI. La FISPS, Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci, è una ONLUS che opera a livello nazionale ed è completamente svincolata dal soccorso alpino. Oltre al supporto che offrono in occasione delle gare sul manto nevoso, che sono indispensabili per finanziare l’associazione di volontariato, negli ultimi tempi hanno esteso la loro copertura alle competizioni di downhill (bici da discesa) e corsa in montagna. Nella dimostrazione di sabato pomeriggio, oltre alla suggestiva illustrazione del soccorso di persone paraplegiche su monosci dotati di specifica seduta, anche l’esposizione di un Toboga, ovvero una barella a due manici, anche se sono soliti usare l’Akia, che di prese ne ha 4 ed è condotta da due persone, quindi più sicura.

CANI SALVAMENTO. E poco dopo il salvamento sugli sci è stato il turno di quello in mare, nel bacino antistante la Scala Reale, fronte Piazza Unità. Nonostante l’incombere di qualche goccia di pioggia diverse le persone ad assistere i quattro zampe dell’ONLUS Unità Cinofile Operative in azione, coordinati dal suo presidente Cristiano Drosg. I cani che più si apprestano a queste operazioni sono i Retriever, anche se a prescindere dalla razza hanno una certa predisposizione all’acqua. La cosa importante è che abbiano una certa stazza, solitamente almeno sui 25 chili, perché ad esempio in uno degli interventi uno degli animali ha trascinato un gommone con tre persone a bordo.

CROSS FIT. I coach della palestra “Audace” hanno avuto occasione di mostrare alla cittadinanza il CrossFit, che si sta facendo sempre più largo nelle discipline che mirano alla cura ed il benessere del corpo. L’istruttore Giulio Borgino ritiene infatti che il CrossFit è la più completa di queste, in quanto include in esso molti sport, tutti olimpici, come pesi, ginnastica artistica, corsa, bici, canottaggio e molte altre ancora. Il CrossFit prevede pertanto sia esercizi “a corpo libero” che con l’utilizzo di attrezzi.

ORIENTEERING. Il CAI XXX Ottobre, in collaborazione con l’ASD Orienteering Trieste, ha organizzato una gara promozionale che prevedeva la possibilità di scegliere tra tre percorsi: giallo ovvero facile (1,2 kmsf), rosso/medio (3 kmsf) ed infine quello più impegnativo, il nero di 4,8 kmsf (chilometri sforzo). Andrea Margiore è stato autore di una tracciatura molto suggestiva e tecnica al contempo; infatti la partenza era situata presso l’Arco di Riccardo, con una prima parte di cartina nell’ambito del colle di S. Giusto, mentre l’arrivo si trovava in Piazza Cavana, con una seconda mappa che adottava una scala diversa. Questo è stato un dettaglio non trascurabile che sicuramente ha complicato la vita ai presenti; non sappiamo se sia stata proprio questa la causa dell’errore che è costata la vittoria a Roberto Larotella dell’Orienteering Trieste. Quando era ormai prossimo a giungere al traguardo, ha dovuto invece recuperare un punto di controllo (PC) e così ne ha approfittato la sua compagna di squadra Markéta Tesarová. L’atleta della Repubblica Ceca, in Italia fino a luglio per l’Erasmus, ha messo a segno un’altra grande prestazione ed ha vinto in 25’51”. Larotella si è dovuto accontentare della piazza d’onore in 26’12”. Un po’ più distaccato, ma comunque molto bravo in quanto appena 18enne, il giovane talento del Gaja Leonardo Bonfiglioli ha chiuso terzo in 29’28”. Considerando anche gli iscritti al Foto-Orienteering, la partecipazione ha sfiorato le cento unità. Il Fot-O, nel suo nome contratto, è un’invenzione, quasi un colpo di genio lo definiremmo, del tecnico FISO Enrico Cimador. Prendendo spunto da esperienze extraregionali, ma mettendoci molto del suo, ha rimpiazzato le classiche lanterne munite di antenna con degli scorci che si potevano osservare dai punti di controllo, riportati poi sotto forma di immagine sul retro della cartina. L’associazione della foto al PC opportuno attestava il passaggio dei concorrenti.